Il paesino arroccato sotto il vulcano, su una specie di nera terrazza a una settantina di metri sul mare, è tutto in salita, fra viottoli e scalinate di lava, capperi e olivi. Isola pedonale per vocazione, qui non ronzano neppure le motorette Ape che assicurano i collegamenti nel più vivace villaggio di Stromboli: a provvedere al trasporto di merci e bagagli sono nove asini.
Il Ginostra Bed&Breakfast è il primo edificio che si incontra in cima alla scalinata che sale dal Pertuso. Solo quattro camere (Alcova, Canne, Falegname e Legni, omaggio all’antica destinazione di falegnameria dell’edificio) su terrazze a più livelli affacciate su un giardino a picco sul mare. A due passi il bar ristorante L’Incontro di Immacolata e Salvatore Petrusa, simile al ponte di comando di una nave, è famoso per la cucina marinara non meno che per la straordinaria vista sulle Eolie. Tutto è a portata di mano: il grazioso bar ristorante Il Puntazzo, meeting point serale; il bazar che vende l’essenziale, dalle pile elettriche ai capperi, alle scarpe di gomma per affrontare le asperità degli scogli; il negozio di alimentari, il solo di Ginostra, di fianco alla chiesa. E siccome apre poche ore al giorno ed è piccolissimo, i clienti, con tanto di numero, aspettano il loro turno in piazzetta, chiacchierando del più e del meno come in un salotto.
Non c’è sabbia a Ginostra, solo roccia, e per il bagno si va sotto la chiesa o alle secche di Lazzaro, bellissima vasca fra gli scogli, dove il mare ha colori da tropico. È qui che ha casa Bulgari, che si incontrano Umberto Eco, Giulio Einaudi, la fotografa Antonia Mulas o l’imprenditore Antonio Presti, creatore di Fiumara d’Arte, albergo circondato da un museo all’aperto di sculture monumentali nei pressi di Messina. Sono i vip d’oggi che hanno rimpiazzato altre celebrità (da Carolina di Monaco a Brigitte Bardot) del cui passaggio restano foto sbiadite. Storie dall’isola
Se la luce è entrata nelle case, le vie, a Ginostra come a Stromboli, rimangono rigorosamente al buio. Nel 1998, quando a Stromboli fu ripavimentata la via Marina, la litoranea che collega il molo di Scari con Ficogrande, l’Enel predispose gli attacchi per la luce. Ma una raccolta plebiscitaria di firme pose il veto. Della non illuminazione di strade e sentieri gli isolani hanno fatto una bandiera con lo slogan A Stromboli, di notte, si vedono le stelle. Le uniche luci nelle tenebre sono le torce elettriche (indispensabili), i fanalini delle Ape e il faro dello Strombolicchio. Ed è bello questo buio notturno che avvolge come un manto di velluto senza creare ansie, punto d’orgoglio di un’isola votata a un turismo d’intenditori e intellettuali da quando, nel 1949, Roberto Rossellini e Ingrid Bergman arrivarono a girare Stromboli terra di Dio, film cult del neorealismo. Non c’erano alberghi e la troupe fu ospitata dagli isolani: Rossellini e la Bergman a casa di Amina e Domenico Russo, che nel 1952 avrebbero aperto il primo hotel di Stromboli,La Sirenetta. A vigilare che tutto filasse liscio, il parroco don Antonio alloggiò parte della troupe in canonica e a sua volta intravide nel turismo un futuro per l’isola. Aprì il Villaggio Stromboli e nel 1953 fondò la Pro loco con Russo e altri. Ancora oggi i ricordi del film sono vivissimi: foto in bianco e nero della pellicola nell’albergo di don Antonio. Il bar Ingrid, il più popolare dell’isola, sulla piazza di San Vincenzo, e a pochi passi, una targa sulla casa rossa con le finestre gialle della famiglia Russo ricorda che qui dimorò la Bergman. Ancora oltre, a Piscità, c’è Casa Castriota, una delle location.
La piazza San Vincenzo, da dove si gode una vista spettacolare sul paese e Strombolicchio, è il centro della vita dell’isola: oltre alla chiesa e al bar Ingrid ci sono la farmacia, la posta, Totem Trekking (vende o noleggia articoli sportivi per la salita al vulcano); e qui si danno appuntamento le guide che accompagnano nella salita, i barcaioli che fanno la spola fra Stromboli e Ginostra, i taxisti che con Ape e macchine elettriche, unici mezzi di trasporto ammessi, scarrozzano i turisti. Sul lato della piazza all’angolo con via Roma, il terrazzo coperto della Nave in Piazza, aperta da Daniela Tracuzzi, dove fra cartoline e Tshirt, si trovano i volumi d’epoca pubblicati Die Liparischen Inseln, dell’arciduca Luigi Salvatore d’Austria che visitò le isole fra il 1883 e il 1896. Poco più giù su via Roma, Arte Già Nata vende T-shirt e ceramiche siciliane. Pochi passi lungo via Vittorio Emanuele, e si è alla Locanda del Barbablù, piccola guesthouse aperta in una vecchia casa da Andrea Fabbricino, di Napoli, e Neva, originaria di Venezia, che propone ricette campano-siciliane con un tocco della cucina di mare veneta. Solo sei camere, fantasiose, ciascuna con un nome diverso, a seconda dei complementi d’arredo. Un centinaio di metri più giù la Libreria sull’Isola di Chiara Bettazzi è negozio di libri, Internet point, servizio fax, giardino di lettura, luogo di meditazione e cinema all’aperto. La vita è a Stromboli
Rispetto a Ginostra, Stromboli sembra Manhattan. Ma rimane un paesino di 500 anime. Arrivando con la nave o l’aliscafo si attracca al molo di Scari, davanti a una spiaggiona nera e infinita, punteggiata di barche, e a un paesaggio verde coronato dalla chiesa di San Vincenzo e chiazzato dalle casette eoliane.
Sono per lo più bianche, a forma di cubo per resistere meglio alle scosse del vulcano, e con le mura un po’ storte, perché gli antichi facevano tutto a occhio. Da Scari si diramano via Roma, che porta in piazza, e via Marina che in poco più di un chilometro raggiunge Ficogrande, la “capitale” marina dell’isola.
Qui La Sirenetta Park Hotel s’aggrappa alle asperità della collina con candide casette intervallate da scale, terrazzi, patii fioriti e piscina che lo fanno sembrare molto più grande della realtà. Nella parte più alta c’è anche il teatro Eos, inaugurato nel 2002. Poco oltre, la boutique Magma di Federica Masin, appassionata di cucina, vini e pittura (molti dei quadri appesi alle pareti della Sirenetta portano la sua firma, e sue sono alcune ricette preparate dagli chef dell’albergo) è una sosta per lo shopping raffinato. Quasi di fronte, sul mare, La Tartana è da una quindicina d’anni il punto di ritrovo della Stromboli che conta. La sua terrazza, dove si alternano prime colazioni, pranzi, happy hour, cene a lume di candela e pianobar, è un richiamo per i vip di passaggio, da Naomi Campbell che cala qui con il team di Dolce e Gabbana (hanno una casa ben mimetizzata a Piscità) a Paolo Ferrari, dallo scrittore Franco Scaglia a Mita Medici, da Sting a Lucio Dalla, che ancorano le barche davanti al locale. Vicinissimo, all’inizio di via Regina Elena che s’infila stretta fra le case, c’è il Villaggio Stromboli e continuando lungo la stessa strada si arriva a Piscità, cuore antico del paese, con le vecchie case strette le une alle altre, dove il silenzio è rotto solo dai borbottii del vulcano e dallo sciabordio delle onde. Il vulcano e il mare
Parte da qui il sentiero per il belvedere sulla Sciara del Fuoco, la scarpata di cenere che
precipita ripida in mare, dove il vulcano lancia i frammenti incandescenti delle sue esplosioni. Nei dintorni si gode il mare più bello. I bagnanti passano intere giornate a crogiolarsi al sole sugli scogli intorno alla grotta di Eolo o sulla Spiaggia Lunga, una fuga nera di sabbia ai piedi di rocce scure, ravvivata dal bianco della spuma delle onde e dal blu del mare, o alle Piscine, con acqua trasparentissima. Ed è affascinante questo mare color pece che sotto la superficie rivela scenari quasi tropicali, distese di gorgonie, poderose granseole, branchi di barracuda e che, a chi si immerge, può dare sensazioni strane.
Come il panico che prende i sub quando scendono lungo la parete verticalissima dello Strombolicchio, senza vedere il fondo. Un mare primitivo, che può scatenarsi di colpo anche in piena estate e impedire l’attracco a navi e aliscafi. Persino all’attempata ma robusta imbarcazione Vittore Carpaccio che intreccia la sua rotta fra i fuochi vivi del Tirreno (dal Vesuvio a Stromboli, a Vulcano). Non perché il mare faccia paura, racconta il capitano Rosario de Luca, che di buriane ne ha viste tante. Ma perché Stromboli non ha un vero porto, solo un attracco molto esposto. “Se devi lasciare l’isola e c’è mare grosso, la prima regola è: quando arriva un mezzo, saltaci sopra”, dice l’ingegner Vito Russo, presidente dell’Associazione albergatori e proprietario della Sirenetta. Altrimenti si rischia di rimanere bloccati per giorni. E sperimentare, volenti o nolenti, le emozioni di un moderno Medioevo. Organizzare il viaggioCome arrivareDove dormireDove mangiareIndirizzi utiliCOME ARRIVAREIn nave: Siremar (tel. 199-12.31.99) da Milazzo, 12 € a tratta; da Napoli 140 € a persona in cabina, 80 € in poltrona.
In aereo: AlpiEagles (tel. 899-50.00.58, www.alpieagles.com), vola a Napoli da Linate (80 €) e Venezia (70 € a tratta, tasse escluse). DOVE DORMIREGinostra Bed&Breakfast
Quattro camere in un’antica casa in posizione panoramica.
Indirizzo: Ginostra, tel. 090.98.11.787, www.ginostrabb.com. B&b 30-55 € a persona. Villaggio Stromboli
Primo hotel dell’isola, gestito dai nipoti del fondatore. In una proprietà molto vasta, 47 camere ben accessoriate e una spiaggia stupenda.
Indirizzo: via Regina Elena, Stromboli, tel. 090.98.60.18, www.netnet.it/hotel/villaggiostro mboli/index. B&b da 45 € a persona. La Locanda del Barbablù
Sei camere in una casa antica nella parte alta del paese.
Indirizzo: via V. Emanuele 17-19, Stromboli, tel. 090.98.61.18, www.barbablu.it. Doppia b&b 100-190 €. Ristorante, mai chiuso, 45 €. La Sirenetta Park Hotel
Davanti a una spiaggia di sabbia nera, il miglior albergo dell’isola: 55 camere luminose e arredate con gusto. Teatro, massaggi thai, ayurvedici e sportivi.
Indirizzo: via Marina, Ficogrande, tel. 090.98.60.25, www.lasirenettahotel.it. Doppia b&b 120-290 €. DOVE MANGIAREL’Incontro
Cucina di mare e vista mozzafiato sulle Eolie.
Indirizzo: Ginostra, tel. 090.98.12.305. Mai chiuso in estate. Prezzi: 30-35 €. Il Puntazzo
Gustosa cucina di pesce sulla terrazza del bar ristorante, meeting point serale del paese.
Indirizzo: Ginostra, tel. 090.98.12.464. Mai chiuso in estate. Prezzi: 30-35 €. Ingrid Club
Vista spettacolare sul vulcano e Strombolicchio. Ottime granite di vari gusti, snack veloci.
Indirizzo: piazza S. Vincenzo, Stromboli, tel. 090.98.63.85. Mai chiuso. La Tartana
Il locale più chic.
Indirizzo: via Marina, Ficogrande, tel. 090.98.60.25. Mai chiuso in estate. Prezzi: 30 €. Le Terrazze di Eolo
Nella proprietà del Villaggio Stromboli, gestione indipendente, cucina mediterranea.
Indirizzo: via Regina Elena, Stromboli, tel. 090.98.65.773. Mai chiuso in estate. Prezzi: 35-40 €. INDIRIZZI UTILILa Libreria sull’Isola: molti titoli sulle isole, cinema all’aperto, Internet point, via V. Emanuele, Stromboli, tel. 090.98.65.755. Taxi, gite, barche: Sabbia Nera di Paolo Russo, tel. 090.98.63.90, taxi, noleggio barche e motorini elettrici, gite in elicottero, escursioni diurne e notturne. Anche servizio di ormeggio per le barche di passaggio. Oppure ci si può rivolgere a Pippo Utano, tel. 090.98.61.35, per gite in barca alla scoperta dell’isola. Mentre Paolo e Luigi Sforza (tel. 349-53.41.593) organizzano gite a Ginostra con un robusto gommone in grado di entrare nel Pertuso (il minuscolo porto) anche con mare grosso. In Stromboli Tourist Service: tel. 335-52.07.158, 349-64.39.607, taxi con macchine elettriche, di Salvatore Grasso e Francesca Utano. La Sirenetta Diving: tel. 090.98.63.38, 347-59.61.499. Il solo diving dell’isola, curato dall’istruttore Daniele Dallago.



